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lunedì, 04 settembre 06 12:52
COME RICONOSCERE UN FILM PORNONon so se vi sarà mai accaduto di vedere un film pornografico. Non intendo film che contengano elementi di erotismo, sia pure oltraggioso per molti, come per esempio Ultimo Tango a Parigi. Intendo film pornografici, il cui vero e unico fine è di sollecitare il desiderio dello spettatore, dal principio alla fine, e in modo che, pur di sollecitare questo desiderio con immagini di accoppiamenti vari e variabili, il resto conti meno che niente. Molte volte i magistrati debbono decidere se un film sia puramente pornografico o se abbia valore artistico. Non sono di coloro che ritengono che il valore artistico assolva tutto, e talora opere d'arte autentiche sono state più pericolose, per la fede, i costumi, le opinioni correnti, che non opere di minor valore. Inoltre ritengo che adulti consenzienti abbiano il diritto di consumare materiale pornografico, almeno in mancanza di meglio. Ma ammetto che talora in tribunale si debba decidere se un film è stato prodotto allo scopo di esprimere certi concetti o ideali estetici (sia pure per mezzo di scene che offendono il comune senso del pudore), o se è stato fatto al solo e unico scopo di sollecitare gli istinti dello spettatore. Ebbene, c'è un criterio per decidere se un film è pornografico o no, ed è basato sul calcolo dei tempi morti. Un grande capolavoro del cinema di tutti i tempi, Ombre Rosse, si svolge sempre e unicamente (salvo l'inizio, bravi intervalli e il finale) su una diligenza. Ma senza questo viaggio il film non avrebbe senso. L'avventura di Antonioni è fatto unicamente di tempi morti: la gente va, viene, parla, si perde e si ritrova, senza che nulla accada. Ci può piacere o no, ma vuole dirci esattamente questo. Un film pornografico invece, per giustificare il biglietto di ingresso o l'acquisto della videocassetta, ci dice che alcune persone si accoppiano sessualmente, uomini e donne, uomini con uomini, donne con donne, donne con cani o cavalli (faccio notare che non esistono film pornografici in cui uomini si accoppiano con cavalle e cagne: perché?). E questo andrebbe ancora bene: ma esso è pieno di tempi morti. Se Gilberto per violentare Gilberta, deve andare da piazza Cordusio a corso Buonos Aires, il film vi mostra Gilberto, in macchina, semaforo per semaforo, che compie tutto il tragitto. I film pornografici sono pieni do gente che sale in macchina e guida per chilometri, di coppie che perdono un tempo incredibile per registrarsi negli alberghi, di signori che passano minuti e minuti in ascensore prima di salire in camera, di ragazze che sorbiscono liquori diversi e si gingillano con magliette e merletti prima di confessarsi a vicenda che preferiscono Saffo a Don Giovanni. Detto alla buona e volgarmente, nei film pornografici, prima di vedersi una sana scopata occorre sorbirsi uno spot dell'assessorato ai trasporti. Le ragioni sono ovvie. Un film in cui Gilberto violentasse sempre Gilberta, davanti, di dietro e di fianco, non sarebbe sostenibile. Né fisicamente per gli attori, né economicamente per il produttore. E non lo sarebbe psicologicamente per lo spettatore: perché la trasgressione abbia successo occorre che si disegni su uno sfondo di normalità. Rappresentare la normalità è una delle cose più difficili per qualsiasi artista - mentre rappresentare la deviazione, il delitto, lo stupro, la tortura, è facilissimo. Pertanto il film pornografico deve rappresentare la normalità - essenziale perché possa acquistare interesse la trasgressione - nel modo in cui ciascun spettatore la concepisce. Pertanto se Gilberto deve prendere l'autobus e andare da A a B, si vedrà Gilberto che prende l'autobus e l'autobus che va da A a B. Questo irrita sovente gli spettatori, perché essi vorrebbero che ci fossero sempre scene innominabili. Ma si tratta di una illusione. Essi non sosterrebbero un'ora e mezzo di scene innominabili. Quindi i tempi morti sono essenziali. Ripeto dunque. Entrate in una sala cinematografica. Se per andare da A a B i protagonisti ci mettono più di quanto desiderereste, questo significa che il film è pornografico. (1989) Umberto Eco, Il Secondo Diario Minimo, Bompiani, 1992, pp. 130-131.
Ho voluto iniziare alla GRANDE con il brano di un GRANDE. E voi, cosa ne pensate?
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Il popolare giornalista candidato con la lista "Italia dei Valori"
Antonello De Pierro a Ladispoli
Nella cittadina litoranea laziale tanti applausi e consensi per il
direttore di Italymedia.it che ha chiesto a tutti i presenti "di riflettere secondo coscienza sul programma del partito e, per tutelare realmente i diritti di tutti, sostenere "Italia dei Valori"
Ladispoli (RM). Grande successo, come da copione, lÂ’altra sera a Ladispoli, nei pressi di Roma, per lÂ’incontro avuto dal noto giornalista Antonello De Pierro con un folto gruppo di simpatizzanti del partito "Italia dei Valori". Il direttore di Italymedia.it che, nella cittadina balneare è candidato al Comune nella lista che fa capo ad Antonio Di Pietro, in un noto ristorante del posto, gremito al limite della capienza, ha presentato il suo programma ed ha spiegato i motivi della sua candidatura. Una scelta nata sulla consapevolezza di unÂ’affinità ideale con la politica del partito, maturata giorno per giorno, dopo il distacco, come ha spiegato lo stesso De Pierro, dallÂ’orbita dei Verdi, per alcuni motivi interni che però non ha citato. Da quanto appreso dalla voce del cronista romano, noto per le sue battaglie mediatiche nel campo del sociale e in particolar modo dei diritti, soprattutto sulle frequenze di Radioroma, la sua presenza tra le file della locale lista "Italia dei Valori", non nasce da un proposito di affermazione personale, ma dalla volontà di apportare un contributo di esperienza professionale al partito, che tra lÂ’altro per queste elezioni amministrative 2007 ha schierato una squadra fortemente competitiva, rappresentando praticamente tutte le figure dellÂ’universo sociale. Un gruppo compatto, che fa paura a molti, che pur tra una raffica di tentativi di contrasto, punta dritto alla linea del traguardo finale, con la previsione ottimistica di un altisonante successo svelato dallÂ’atteso verdetto delle urne. A capeggiare la lista è Giovanni Crimaldi, segretario politico di Ladispoli, seguito dal segretario dei giovani Biagio Camicia, ma tra gli altri spiccano il vicesegretario Silvio Leo e lÂ’ingegnere informatico Giacinto Spinillo. Ben rappresentate anche le donne, da Valentina Fanelli, esperta di diritto, a Valentina Ferrara e ancora a Clara De Ruosi.
De Pierro, legato alla corrente capeggiata dal segretario romano Roberto Soldà, si è avvicinato al movimento che ha fondato la sua linea politica sui temi dei valori e della legalità, dopo la posizione assunta da Antonio Di Pietro sullÂ’indulto, quando ha ingaggiato una furiosa battaglia giornalistica contro il provvedimento, che potrebbe sintetizzarsi in quanto scritto allÂ’indirizzo http://www.italymedia.it/editoriale/010.html
Ma per comprendere meglio la linea portata avanti dallÂ’attivissimo e intransigente direttore di Italymedia.it pubblichiamo una sintesi di quanto detto lÂ’altra sera, rimandando per gli approfondimenti generali al sito ufficiale della sua candidatura http://www.italymedia.it/depierroladispoli
Cari amici,
sono qui per comunicarvi i motivi che mi hanno spinto ad accettare la candidatura alla carica di consigliere per il Comune di Ladispoli. Parto innanzitutto dalla scelta della lista, la cui offerta ho accettato con grande entusiasmo. Quando alcuni mesi or sono si è votata in Parlamento la vergognosa legge sullÂ’indulto, in cui ogni compagine partitica sembrava avere più o meno qualche interesse elettorale, e il partito "Italia dei Valori", con in testa il suo presidente Antonio Di Pietro, si è opposto immediatamente a tale manovra legislativa che vanificava il lavoro di magistratura e forze dellÂ’ordine e mortificava il concetto di legalità, lanciando un messaggio fortemente negativo al tessuto sociale e abbassando sensibilmente nei profili mentali della gente lÂ’indice di gravità di alcuni reati, io personalmente mi sono subito schierato contro questo grave provvedimento, che va ad inficiare la sicurezza e il concetto stesso di legalità, contenendo tra lÂ’altro elementi paradossali e illogici, scrivendo immediatamente un editoriale sullÂ’argomento, pubblicato tra le pagine di Italymedia.it, il portale di informazione di cui sono direttore, allÂ’indirizzo http://www.italymedia.it/editoriale/010.html Le affinità ideali col movimento di Antonio Di Pietro, mi hanno avvicinato al gruppo, maturando sempre più la convinzione di avere un alto numero di elementi concettuali in comune, anche dopo aver ascoltato più volte con attenzione gli interventi politici del leader. Il senso di giustizia sociale e lÂ’alto spirito di legalità, elementi che hanno da sempre illuminato e guidato il mio percorso giornalistico, costantemente al servizio della gente e mai delle trame del potere, li ho colti integralmente nei concetti espressi, perfettamente allineati con i miei, e tra lÂ’altro uditi per la prima volta dalla voce di un politico, esplicitati con grande spontaneità e passione oratoria, senza la minima traccia di retorica. Ho trovato tra lÂ’altro un gruppo di altri tempi, dove il protagonismo del singolo non trova spazio e se accenna ad emergere viene subito soffocato, dove la struttura oligo-verticistica è una prerogativa di altri, dove invece lo spirito di gruppo regna sovrano e porta avanti gli ideali verso un successo di affermazione dei principi sostenuti e giammai del singolo elemento. UnÂ’oasi di sana politica su un proscenio generale di cariatidi incollate agli scranni, in nome di un potere da difendere strenuamente, dove le esigenze del popolo sono relegate ai margini più remoti delle priorità e il tutto è condito da demagogia esasperata e distribuita copiosamente al solo fine di racimolare consensi elettorali. Giornalisticamente mi sono sempre adoperato, insieme ai miei collaboratori, per denunciare inefficienze, abusi, soprusi, ed ho pensato di contribuire allÂ’affermazione dei principi di giustizia anche tramite un impegno politico. NellÂ’arido deserto di valori in cui purtroppo boccheggia la nazione, cÂ’è urgente bisogno di affermare gli stessi con impegno ed abnegazione, da parte di tutti coloro i quali credono che il cambiamento sia realmente possibile e non solo impantanato in sterili speranze di sapore onirico e utopistico. La scelta di Ladispoli è da ricercare in un antico legame che ho il piacere di avere con la cittadina alle porte di Roma. Si tratta di un legame affettivo, fatto di elementi relazionali amicali con alcuni cittadini, nonché di elementi turistici, nel senso di averla scelta da sempre come meta per le mie sortite fuori porta. Nel corso degli ultimi anni ho assistito con dispiacere ad una gestione amministrativa sempre piuttosto superficiale e involutiva sul territorio, ma nel corso dellÂ’ultimo mandato la stessa è diventata praticamente inesistente o scriteriata, con un paese, già afflitto da problemi di origine atavica, che è stato stritolato dal degrado e dallÂ’immobilismo totale di chi avrebbe dovuto invece adeguarlo alle esigenze sempre più pressanti dei cittadini. Si può fare molto, anzi si deve, e questo è un preciso e inderogabile impegno elettorale dellÂ’Italia dei Valori dopo lÂ’ingresso nel consiglio comunale. Un problema che mi sta particolarmente a cuore è legato al sacrosanto diritto alla salute, sancito dallÂ’articolo 32 della Carta Costituzionale, e regolarmente calpestato nelle strutture sanitarie pubbliche del territorio. È giusto e di rigore adempiere i doveri, ma quando si parla di diritti, vanno rispettati senza indugi e nessuno può e deve permettersi di negarli. Abbiamo assistito ad una interminabile e dolorosa sequenza di carenze nellÂ’ambito della sanità pubblica, per cui, spesso gli utenti (o pazienti, è proprio il caso di dire) sono stati dirottati dalle impellenti esigenze, verso le strutture private. Questa è una vergogna che deve finire, insieme allÂ’alto prezzo pagato dai cittadini. LÂ’impegno su questo terreno è di non fare sconti a nessuno. Passando allÂ’articolo 4 della Costituzione, che tutela il diritto al lavoro e prevede che lo stato si adoperi affinché questo venga rispettato, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un vero e proprio attentato nei confronti di questo precetto costituzionale. Il baratro di un futuro allÂ’insegna del precariato e dellÂ’incertezza si è sempre più allargato sul percorso professionale e biologico delle nuove generazioni. A livello locale purtroppo non si può fare molto in questo senso, però perfettamente in linea con quanto sostenuto in campo nazionale dal ministro Di Pietro, mi impegno da un lato a proporre un trattamento privilegiato alle aziende del territorio che garantiranno contratti a tempo indeterminato, regalando quindi una concreta speranza di stabilità futura, e dallÂ’altro una severa penalizzazione delle strutture che continueranno a sostenere la vergogna dei contratti a termine, tanto cari alla Destra per meri fini statistici. Un altro impegno che richiede un attivazione istituzionale urgente riguarda il piano urbanistico, concepito senza una logica, con un labirinto di sensi unici e divieti di accesso e con le infrastrutture al collasso, soprattutto per quanto concerne la rete idrica e fognaria. Carattere di urgenza rivestono alcuni provvedimenti in tema di sicurezza, a fronte di una crescita demografica esponenziale e multietnica, fenomeno che insieme a risorse benefiche per la collettività, trascina inevitabilmente con sé elementi delinquenziali e con un rilevante carico potenziale di pericolosità sociale. Ci sono metodi che risalgono a secoli addietro, che prevedevano il mantenere la gente nellÂ’ignoranza per favorire il sonno delle coscienze. I governi nazionali di Destra hanno incarnato perfettamente questi concetti metodici. A Ladispoli non credo che si sia giunti a questo, anche se oggettivamente per la cultura è stato fatto davvero poco, e questo è grave per unÂ’Amministrazione di Centrosinistra, che per formazione storica deve nutrire le menti. Gli appuntamenti culturali sono stati lesinati come lÂ’acqua nel deserto a una cittadinanza che fortunatamente possiede invece una naturale predisposizione verso lo scibile e una fertile vocazione nei confronti della crescita umana e intellettuale. È ora di promuovere la cultura, quella vera, nel territorio di Ladispoli, con lÂ’incentivare eventi di grande spessore con iniziative mirate, non tralasciando mai la crescita umana e lÂ’integrazione sociale dei portatori di handicap, nonché della comunità immigrata che ha raggiunto ormai una consistente percentuale di presenze nel computo territoriale. Tali eventi, di riflesso porterebbero linfa vitale al settore turistico, ampiamente penalizzato negli ultimi anni, valorizzando e rinvigorendo le strutture alberghiere presenti sul territorio. Per realizzare tutto ciò serve lÂ’impegno di tutti voi, nel votare "Italia dei Valori" nel segreto della cabina elettorale e nel sostenerci dopo lÂ’ingresso nelle stanze delle decisioni amministrative. Grazie a tutti. Presentazione Calendario Italymedia.it 2007 Carla Solaro
mi aspettavo una risposta più provocatoria, ma va bene anche così, un'altra curiosità, sempre che tu la ritenga non offensiva, tu saresti disposta a partecipare ad un set pornografico?
La mia definizione di pornografia?Staticità.Vuoto.Magari ci sono donne con le tette piu perfette del creato e uomini con membri smisurati ma penso che se ne facciano ben poco in un film porno.Forse nn è tanto una questione di materiale pornografico, è una questione di persone pornografiche. Valeria Marini è pornografica!Alba Parietti!GAbriel Garko lo è anche lui. E lo sarebbro anche se facessero altri mestieri.
a distanza di tempo, visto che il tema langue, una curiosità, quale è il tuo pensiero sulla pornografia?
ma che c'è bisogno di scomodare tutta questa cultura per un "sano" e ripeto sano sfogo di quella carica naturale che l'essere umano (animale) possiede? l'uomo non è al di sopra del mondo, ma ne fa parte, il sesso è una parte piacevole della vita e così andrebbe vissuto, forse e dico forse dopo anni di lavoro diventerà noioso solo per gli attori dei filmporno, ma nella vitareale è una cosa piacevole e basta. ogni tanto un bel pornazzo che attizzi le voglie non fa male, basta che non diventi un'ossessione e così deve essere senza farlo diventare un problema sociale o che altro, eco nella sua dimensione culturale ne parla in modo proprio con le proprie parole forse giusto per sentirne il suono, ma non proprio per farne un diktat, è come in una recensione si scrive solo per il gusto della parola, ma non per il contenuto che rimane sempre nel vago. per cui una bella scopata selvaggia di cinque minuti vale più di un discorso bellissimo di un'ora e con questo concludo.
Non so se ti è arrivato il commento di stamattina, che è partito senza nome e il pc mi da qualche problema. Tuttavia aggiungo, a ben legger il ragionamento di Eco è abbastanza chiaro. Lui vuol dire che la pornografia, come alla maggioranza dei maschi, nel senso più comune gli piace, ma nella posizione che occupa non può fare una dichiarazione di gradimento pura e semplice, potrebbe essere frainteso. Chela pornografia gli piaccia lo si capisce quando usa il termine “sesso sano”, che vale ad indicare che ciò viene rappresentato e inteso come disdicevole, per lui non lo è, come per la stragrande maggioranza dei pornofili. Ecco allora che per salvare ciò che gli piace propone ilsuo ragionamento discutibile, spostando il disdoro non sul contenuto del film pornografico, ma sul suo contenente, cioè sulla storia che viene sempre usata come puro pretesto per inserire le scene di sesso. Lui chiama tali tempi morti come rilevatori di un film pornografico, così salva capra e cavolo. Il film pornografico lo si riconosce dove vi sono parti inutili; così eco intellettuale di fama non è tenuto a prendere una posizione sulla scena di sesso che se la gusta, come tutti, ma sul contorno, sul tempo morto, ecco li c’è pornografia: ma per favore!!!
Sono perfettamente d'accordo con bonrossi, Umberto Eco è un grande intellettuale ma spesso di una superficialità disarmante.
Allora, andiamo in profondità, oltre l'intelligenza, la cultura, la superficie delle cose. Scaviamo. Dammi la tua definizione. Ne hai una? Non ti piace definire? Ti piace che ogni concetto sfumi nell'altro senza un confine netto? Sono curiosa. R
è una definzione ridicola del significato di film pornografico. Eco è persona intelligente e colta, ma non profonda, le sue osservazioni restano sulla superficie delle cose
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